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  • 17 settembre - 31 ottobre 2019. In occasione del 80. anniversario della scomparsa dell’artista (17 settembre 1939)

     

    martedì 17 settembre 2019

    Istituto Polacco di Roma

    Via Vittoria Colonna 1

     

    ORE 19.00 - LETTURA PERFORMATIVA

     

    La piovra, ovvero la visione ircanica del mondo

     

    regia: Kamila Straszńska 

    con: Giuseppe Benvenga, Benedetta Badaracco, Andrea Dante Benazzo, Dora Macripò, Massimo Risi

    Luci: Marta Marinelli 

    nell’ambito del progetto In Polonia, vale a dire, da nessuna parte?  

     

    ORE 20.00 - MOSTRA

     

    WITKACY. Un geniale teppista

     

    a cura di

    Maria Anna Potocka, direttrice di MOCAK Museo d’Arte Contemporanea di Cracovia

    collaborazione curatoriale di

    Delfina Jałowik, MOCAK Museo d’Arte Contemporanea di Cracovia.

     

    La mostra proviene dalla collezione del Museo di Tatra di Zakopane

     

      

    1. dalla serie Ventuno Smorfie, 1931, Collaborazione tecnica: J. Głogowski, Courtesy of Tatra Museum in Zakopane
    2. dalla serie Smorfie, 1934, Collaborazione tecnica: J. Głogowski, Courtesy of Tatra Museum in Zakopane

     

    La prima meta degli anni ’80 del XIX secolo produsse in Polonia una ricca messe di geni. Nel

    1882 nacque Karol Szymanowski. Nel 1884 nacquero Zofia Nałkowska, Leon Chwistek e Bronisław

    Malinowski. Nel 1885 Stanisław Ignacy Witkiewicz, cioe Witkacy.

    Witkacy puo essere annoverato nel gruppo degli “omnibus creativi”, che oltre a lui include

    Władysław Strzemiński, Leon Chwistek e, dopo la II guerra mondiale, anche Tadeusz Kantor. Queste

    irrefrenabili personalita cercavano la realizzazione delle proprie intuizioni creative nei campi piu

    svariati. Si occupavano di filosofia, arte, teatro, fotografia e letteratura.

    La storia adora queste figure. In loro tutto e ingrandito, eccessivo, evidenziato, colorato, spesso

    meravigliosamente scorretto. In genere sono personalita la cui grandezza d’animo e d’ingegno e

    maggiore delle forme d’espressione disponibili. Per questo cambiano spesso il loro medium: sono

    artisti, performer, scrittori, filosofi, amanti e provocatori. Questo tipo di figure mescolano pulsioni

    creative e voracita esistenziale. E in ogni cosa pensano di avere ragione.

    Witkacy fu pittore, fotografo, scrittore, filosofo e performer. La vita stessa costituiva per lui

    un materiale creativo. Tormentava sé stesso e gli altri, in particolare le donne, da cui fu sempre dipendente.

    Questa versatilita creativa era il risultato dell’impossibilita di esprimere e racchiudere sé

    stesso all’interno di un’unica forma.

    Il carattere (caratteraccio) e l’espressione (esaltazione) di Witkacy si evidenziano molto bene

    nella conversazione con Leon Chwistek, trascritta da Karol Estreicher. Chwistek irritava “Staś” con

    la sua erudizione e la sua superiorita intellettuale.

    Witkacy: Ciarlatano, sciamano, satana! Pericoloso baro della realta! Falsario della filosofia!

    Chwistek: Che altro? Sono tranquillo...

    Witkacy: Sei piu pericoloso di un falsario! Di piu! Sei un croupier! Neanche falsifichi la filosofia.

    Sfrutti la fatica altrui e raccogli le puntate degli altri...

    Chwistek: Che altro?

    Witkacy: Non ti basta? Assassino della verita...

    Chwistek: Che altro? Staro ad ascoltare ogni cosa.

    Witkacy: Malinowski aveva ragione, quando diceva che la tua logica e contrabbando della merce

    altrui sotto la tua etichetta.

    Chwistek: Che altro diceva?

    Witkacy: Che sia lui che io credevamo al ruolo di gran seduttore che avevi assunto. Ci hai indotto a

    fare delle confidenze, mentre tu raccontavi solo i tuoi successi. Mentivi su tutto. Adesso menti sul

    fatto che sei attratto da Marx, dal comunismo, dalla Russia...

    Chwistek: Che altro? Sto umilmente ad ascoltare, finché non mi picchierai... interiormente piango

    per te...1

    Con Chwistek s’incontravano a Zakopane. A questo gruppo di menti scatenate appartenevano

    amche Szymanowski e Malinowski. Negli anni Venti e Trenta Zakopane era un luogo dove gli artisti

    venivano a curarsi e riposare per lunghi periodi. Il tempo libero, le montagne e l’aria fresca stimolavano

    la discussione. Senza dubbio il talento di questi artisti doveva molto ai dibattiti, alle orge e alle

    follie di Zakopane.

    Witkacy inizio il suo percorso creativo come pittore. In verita fin da bambino faceva fotografie e

    scriveva opere teatrali, ma per molti anni la sua ambizione principale fu la pittura. Era del resto il solo

    ambito in cui aveva ricevuto una solida istruzione. Compose molte opere futuriste, che oggi sono l’orgoglio

    di ogni museo. La pittura pero lo deluse. Probabilmente non gli dava il senso della propria genialita

    e non gli permetteva follie. La considerava uno strumento artigianale e per questo fondo la Ditta dei

    Ritratti, in cui ognuno – nell’ambito del regolamento della Ditta – poteva commissionare un ritratto.

    I prezzi variavano. Il ritratto piu costoso veniva 100 dollari, il piu economico 10. Furono realizzati circa

    quattromilacinquecento ritratti. La maggior parte ando a fuoco a Varsavia durante la guerra. L’idea stessa

    della Ditta e il testo sfrontato e intelligente del regolamento anticipavano il concettualismo.

    L’autentica scoperta dell’immagine avvenne in Witkacy attraverso la fotografia. In questo medium

    poté finalmente vedere pienamente la propria selvaggia individualita e sfrenatezza. Il suo ciclo

    di autoritratti e senza dubbio un precursore della performance. Grazie alla fotografia riusci a liberare

    l’immagine dall’artificiosita. Ma tendeva sempre a qualcosa di piu.

    La pittura e la fotografia non sono partner dell’intelletto. Non riuscivano a trattare i contenuti

    complessi che tormentavano Witkacy. Per questo motivo punto sulla parola. Si concentro su tre

    difficili campi. Scrisse trattati filosofici, romanzi e piece teatrali. La storia ha valutato questa sua

    attivita creativa in modi diversi.

    Witkacy trattava molto seriamente la filosofia. Era un filosofo in senso stretto e non si trastullava

    con divagazioni storiche o riferimenti ad altri pensatori. Scriveva “da dentro”. Lo si puo

    definire un autoontologo, perché identificava la realta con sé stesso. La filosofia non e pero particolarmente

    interessata a questo sguardo verso l’interno. Lo lascia all’arte. Per questo i filosofi – anche

    se guardarono a Witkacy con interesse – non lo accettarono.

    I romanzi di Witkacy ottennero un livello di accettazione professionale di gran lunga maggiore.

    Sono un fenomenale autoritratto, denso di spudorata psicologia, erotismo e simboli intestini.

    I successi maggiori tuttavia arrisero alle sue opere teatrali, che furono ripetutamente portate

    in scena da registi come Tadeusz Kantor, Józef Szajna e Krystian Lupa. Questi grandi artisti si rivolsero

    a Witkacy come per trarne una propria realizzazione personale. Non e sorprendente. Le sue

    opere teatrali agiscono al livello delle piu primordiali paure e oppressioni esistenziali. Con un’adeguata

    interpretazione, ogni regista riesce in quest’ambito a ritrovare la propria immagine.

    Witkacy e uno degli artisti piu importanti del XX secolo. Dal punto di vista polacco – che cerca

    il patetismo, la grandezza nazionale e la drammaticita romantica – e trattato con sufficienza, perché

    non cede a nessuna di quelle cose che in Polonia sono considerate valori degni del nostro popolo. Era

    un irriducibile provocatore, un ostentato egoista e uno spudorato erotomane.

    Witkacy era una persona che odiava le maschere e che si tolse persino quelle che non erano

    visibili.

     

    Maria Anna Potocka (traduzione: Francesco Groggia)

     

     

     

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    La mostra rimarra aperta fino al 31 ottobre, lunedi – giovedi, ore 10–17.