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  • Avanguardia polacca. Dai quadri ai suoni. Il pensiero di Strzemiński in musica.

    Venerdì 14 dicembre 2018


    Mattatoio
    piazza Orazio Giustiniani 4, Roma

     

    ore 19.00 - proiezione del film

     

    KOBRO/STRZEMIŃSKI. UNA STORIA FANTASTICA

     

    Film di Borys Lankosz con le musiche di Marcin Stańczyk
    PL 2018, 45’,v.o. sott. ing.

     

    Regia: Borys Lankosz
    Sceneggiatura: Malgorzata Sikorska-Miszuk
    Fotografia: Marcin Koszalka
    Musica: Marcin Stanczyk
    Interpreti: Agata Buzek - Katarzyna Kobro e tutti i ruoli femminili,
    Lukasz Simlat - Wladyslaw Strzeminski e tutti i ruoli maschili,
    Małgorzata Hajewska-Krzysztofik - Autrice
    Produzione: Blankfilm Productions
    Coproduzione: Istituto Adam Mickiewicz, TVP S.A.

     

    Si ringrazia Magdalena Lankosz e la Blankfilm Productions per la gentile concessione del film

     

     

    ore 21.00 - concerto

     

    AFTERIMAGES / AFTERSOUNDS

     

    Avanguardia polacca. Dai quadri ai suoni - il pensiero di Strzeminski in musica

     

    Programma del concerto:

     

    Krzysztof Penderecki (1933) - Capriccio per Siegfried Palm (1968)

    Ivan Fedele (1953) - Hommagesquisse per violoncello (2016)

    Zygmunt Krauze (1938) - Cinque composizioni unistiche per pianoforte (1963)

    Marcin Stańczyk - Mosaïque per violoncello e elettronica (2012)

    Marcin Stańczyk (1977) - Afterimages – rosso per pianoforte (2009)

    Maurilio Cacciatore (1981) - brano nuovo (2018) (prima esecuzione assoluta)

    Zygmunt Krauze - Polichromia per clarinetto, trombone, violoncello e pianoforte (1968)

     

    Interpreti:
     

    Michele Marco Rossi - violoncello

    Ciro Longobardi - pianoforte

    Maurilio Cacciatore - elettronica

    Alice Cortegiani - clarinetto

    Gianmarco Lombardozzi - trombone

     

    Info/biglietti: Nuova Consonanza

     

    Nell’ambito dei festeggiamenti del centenario della rinascita (nel 1918) dello stato polacco, viene messo a fuoco il movimento dell’avanguardia in Polonia fra le due guerre, con le personalità forti di due artisti: Katarzyna Kobro (1898-1951) e Władysław Strzemiński (1893 - 1952). Quest’ultimo pittore e teorico dell’arte, partendo dallo studio del cubismo e del suprematismo formulò negli anni 20 del XIX secolo la teoria artistica dell’unismo. Successivamente, dopo la seconda guerra mondiale Strzeminski ha realizzato serie di dipinti chiamati Powidoki światła - Afterimages of light (immagini residue generate dalla luce solare).

    Il personaggio di Strzemiński è al centro del programma musicale proposto nel concerto del 55° Festival Nuova Consonanza. Vi troviamo infatti i brani dei compositori di oggi  che hanno tradotto in musica le sue opere e il suo pensiero. Prima di tutto sono le opere di Zygmunt Krauze e di Marcin Stańczyk, compositori legati alla città di Łódź, dove Strzemiński è vissuto per anni ed è morto, e dove loro fin da giovani hanno potuto incontrare i suoi quadri.

    Zygmunt Krauze (n. 1938) prendendo lo spunto dall’unismo pittorico di Strzeminski ha teorizzato l’unismo in musica e ha composto diversi brani, “quadri sonori”, seguendo questa idea.

    Marcin Stańczyk (n. 1977), allievo di Krauze, affascinato da quadri Powidoki (Afterimages) ha scritto alcuni brani che portano questo titolo. Dalle teorie di Strzeminski prendono origine anche diverse composizioni di Stanczyk intitolate Aftersounds e altre ancora in cui questa ispirazione è meno evidente e più profonda.

    Dall’opera di Strzemiński trae ispirazione anche Maurilio Cacciatore nel brano per violoncello e elettronica commissionato per l’occasione dall’Istituto Polacco di Roma.

    Il programma viene completato con due brani per violoncello solo: Hommagesquisse di Ivan Fedele con cui hanno studiato composizione sia Maurilio Cacciatore sia Marcin Stańczyk, e virtuosistico, teatrale Capriccio per Siegfried Palm di Krzysztof Penderecki a cui con questa esecuzione vogliamo rendere omaggio nel 85° compleanno.

     

     

    Kobro/Strzemiński. Una storia fantastica è il nuovo film di Bartosz Lankosz, commissionato dall’Istituto Adam Mickiewicz e presentato in prima mondiale nell’ottobre 2018 al Centre Pompidou di Parigi, in concomitanza con la mostra “Kobro / Strzeminski”.

    Perché “una storia fantastica”?

    In questo film niente è come è successo veramente e questo “non esser successo” è voluto.

    Le situazioni che non sono mai accadute servono per trarne delle conclusioni su quanto è accaduto. Tutti gli Spettatori diventano dei Veri Detective. Che cosa vuol dire? Vuol dire che in questa storia è stato commesso un crimine. Fra i sospetti c’è Lenin e Fanny Kaplan che ha tentato di assassinarlo, Fritz Haber, il padre della guerra chimica e sua moglie che per disperazione si è suicidata; c’è il Curatore dell’Arte e il suo amore perduto dal nome grazioso Eleonora; ci sono le città: Parigi, Mosca, San Pietroburgo e Lodz; ci sono lo zar Nicola II, il poeta Vladimir Majakovskij, il cantante Feodor Shalyapin, la Rivoluzione d’Ottobre e le due guerre mondiali.

    Il film Kobro/Strzeminski. Una storia fantastica è uno sperimento tecnologico, formale e narrativo: unisce le riprese da film a soggetto con gli attori nello studio e nelle scenografie virtuali con l’animazione, oscilla fra la videoarte e il teatro televisivo. Il regista dialoga con l’avanguardia della prima metà del XX secolo, cerca di arrivare al subconscio. I protagonisti si muovono in uno spazio onirico “Tra”, dove coesistono: il mondo subacqueo in cui si discute dell’arte e l’aula del tribunale in cui Kobro e Strzeminski si contendono la figlia.

    Il film mette in discussione il biografismo come metodo per la lettura dell’arte, ma allo stesso tempo dimostra che il biografismo non si può evitare. Gli autori del film chiedono: che cosa risulta oggi dalle strategie dell’avanguardia? Osservano il progetto dell’avanguardia, che non ha retto il confronto con la vita reale. Dall’altra parte vedono il valore del comportamento degli artisti d’avanguardia che superavano le avversità della vita, con l’immaginazione andavano oltre ciò che gli altri ritenevano un orizzonte invalicabile.