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  • 79 anni fa L'attacco tedesco alla Polonia diede l'inizio alla II guerra mondiale...

    La mattina del 1 settembre 1939 l'esercito del III Reich ha varcato la frontiera della Polonia.

    Alle ore 4.45 l’esercito tedesco ha cominciato l’atacco chiamato col criptonimo “Fall Weiss” sul fronte lungo 1600 km. Uno dei punti di maggiore resistenza nei primi giorni di guerra è il deposito militare di Westerplatte, che 200 soldati difeserò per una settimana facendolo diventare un simbolo della resistenza polacca.

    Secondo i piani del comando tedesco doveva essere una ”guerra lampo” (Blitzkrieg), l’idea era di portare l’esercito polacco alla difensiva, circondarlo e disperderlo. Di fronte alla prevalenza del nemico, i reparti dell’Esercito Polacco sono stati costretti ad arretrare già nei primi giorni della campagna, l’idea del piano Fall Weiss non è stata però realizzata in pieno.

    La dichiarazione della guerra alla Germania da parte della Francia e Gran Bretagna del 3 settembre 1939, ha dato la speranza di un’aiuto da parte degli alleati. Le entusiaste manifestazioni si sono svolte in tutte le grandi città in Polonia.

    In realtà però, ne il comando militare ne i governi degli alleati cominciarono una decisa offensiva contro la Germania, rompendo così le promesse d’alleanza. Questa cosidetta “Strana guerra” è finita soltanto con l’invasione tedesca alla Francia nella primavera del 1940.

    L’atacco della Germania alla Polonia aveva come scopo, non solo la conquista territoriale ma anche la pacificazione della popolazione e l’annientamento della classe intelettuale.

    Il bombardamento di Wielun e di altre città polacche già nelle prime ore del conflitto, hanno causato notevoli perdite della popolazione civile. Il piano di annientamento delle élite intelettuali elaborato durante la conferenza a Jelowa il 12 settembre 1939, nell’ambito del Intelligenzaktion e l’azione AB (Außerordentliche Befriedungsaktion) è stato portato avanti durante tutti gli anni dell’occupazione tedesca.

    L'Esercito Polacco continuò una fiera resistenza nonostante la considerevole superiorità militare del nemico e l'attacco sovietico alla Polonia il 17 settembre 1939.

    La battaglia di Kock era l’ultimo degli scontri della Campagna del settembre 1939. Ma nonostante le truppe polacche resero le armi il 6 ottobre 1939, alcune unità resistetterò, impegnandosi in operazioni contro l'invasore tedesco, come l'Unità Separata dell'Esercito Polacco del Maggiore Hubal.

    Sul territorio polacco gli occupanti cominciarono uno sistematico sterminio della popolazione, che durò fino alla fine della II guerra mondiale nel 1945.

    Gli invasori nazisti portarono avanti un programma di sterminio di massa della popolazione ebraica, terrore e repressione di massa in reazione a qualsiasi segno di resistenza, uccidendo molti milioni di cittadini polacchi.

    La Polonia continuò a opporre resistenza contro gli occupanti, nonostante avesse perso la guerra difensiva del 1939. Il 27 settembre 1939, nonostante la repressione dei due occupanti, fu creato il Servizio per la Vittoria della Polonia. Le strutture sotterranee del movimento di resistenza polacca si svilupparono nel più grande stato clandestino dell'Europa occupata, e i Polacchi presero a combattere il nemico su altri fronti della Seconda Guerra Mondiale, contribuendo infine alla vittoria degli Alleati e alla fine della Seconda Guerra Mondiale.