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  • Presentazione del libro di W. S. Reymont

    Il libro che ha anticipato "La fattoria degli animali" di Orwell

     

    Ne parleranno:

    Laura Pillon, traduttrice e curatrice del volume,

    Andrea Ceccherelli, polonista, Università di Bologna Alma Mater Studiorum

    Paolo Piras, giornalista, scrittore

     

    "La rivolta" (Edizioni della Sera, 2018) è l’ultima opera uscita dalla penna dello scrittore premio Nobel W. S. Reymont. Pubblicata nel 1922 sulle pagine della rivista «Tygodnik Ilustrowany», uscì in volume nel 1924, un anno prima della morte dello scrittore.

     

    "La rivolta" è una favola che parla di un moto di rivolta , ma a tinte fosche e ferine. Il protagonista è il cane Rex che, da ubbidiente e adorato braccio destro del padrone, si ribella a quest’ultimo, riuscendo a convincere, dopo sanguinolente vicissitudini, anche gli altri animali della fattoria ad abbandonare gli umani e a mettersi in marcia verso nuove terre, regno di libertà.

     

    Il viaggio, segnato da raccapriccianti episodi di violenza e sofferenze, si concluderà con un paradossale colpo di scena. Anticipando di ben vent’anni "Animal Farm" ("La fattoria degli animali") di George Orwell, Reymont ci consegna, sotto forma di allegoria, una dura e pessimistica riflessione sul tema della rivoluzione, influenzato anche dalle conseguenze delle rivoluzioni del 1905 e del 1917 in terra polacca. Caduto nel dimenticatoio durante la Repubblica Popolare di Polonia per chiari motivi censorii, dopo il 1989 questo romanzo breve dello scrittore premio Nobel è tornato a destare l’interesse della critica: ripubblicato nel 2004, è stato recentemente trasposto in rappresentazione teatrale a Danzica e ora per la prima volta tradotto in lingua italiana.

     

    Władysław Stanisław Reymont (all’anagrafe Stanisław Władysław Rejment) nasce nel 1867 da una famiglia di modeste condizioni nel paesino di Kobiele Wielkie. Pur costretto dal padre a conseguire il diploma di sarto a Varsavia, Reymont si mantiene come attore di compagnie itineranti e poi ferroviere, senza mai abbandonare la passione per la letteratura. La svolta avviene nel 1895, quando inizia la carriera letteraria con un reportage di successo. Nel corso degli anni viaggia molto e pubblica romanzi di pregio, come “Ziemia obiecana” (“Terra promessa”, 1899) e l’epopea in quattro tomi di “Chłopi” (“I contadini”, 1904-1909), per la quale riceve il premio Nobel per la letteratura nel 1924, battendo candidate del calibro di Thomas Mann e Thomas Hardy. Gravemente malato, muore nel 1925 a Varsavia. Il suo cuore è custodito nella chiesa della Santa Croce della capitale polacca, vicino a quello di Fryderyk Chopin.

     

    Laura Pillon, nata a Verona nel 1994. Dopo la laurea alla Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla ricezione della poesia dei maestri polacchi contemporanei in Portogallo e in Brasile, passa all’Alma Mater di Bologna, con un premio LILEC conseguito nel 2017. Vissuta a Porto e Varsavia in mobilità Erasmus, nella capitale polacca ha collaborato con la rivista "Gazzetta Italia".

     

     Evento organizzato in collaborazione con l'editore Edizioni della Sera

     

    Giovedì 7 febbraio 2019 - ore 18.30

    Istituto Polacco di Roma
    Via Vittoria Colonna 1