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  • Teatro / lettura performativa / Corso Polonia 2019

    Al centro del sole si raccoglie la cenere

     

    dramma di Artur Pałyga - autore presente in sala

     

     

    nell’ambito del progetto In Polonia, vale a dire, da nessuna parte?

    ciclo di letture performative di drammaturgia polacca

     

    regia: Kamila Straszyńska

    con: studenti dell’Accademia Nazionale d´Arte Drammatica "Silvio d´Amico"

    Andrea Dante Benazzo, Anna Bisciari, Adele Cammarata, Caterina Rossi, Evelina Rosselli, Lorenzo Ciambrelli, Federico Fiocchetti, Diego Parlanti, Cecilia Bertozzi

    luci: Marta Marinelli

     

    introduce: Alessandra Pettinato

     

     

    Martedì 11 giugno 2019 - ore 20.00

     

    Teatro Torlonia

    Via Lazzaro Spalanzani 1, Roma

    ingresso libero

     

     

     

    Istituto Polacco di Roma in collaborazione con Teatro di Roma, presenta Al centro del sole si raccoglie la cenere, dramma di Artur Pałyga, vincitore del Festival della Drammaturgia di Gdynia (2013), con la regia della giovane regista polacca Kamila Straszyńska e la partecipazione degli attori dell’Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d’Amico". La lettura performativa del dramma fa parte del progetto In Polonia, vale a dire, da nessuna parte? che intende presentare al pubblico italiano alcuni dei testi teatrali polacchi moderni e contemporanei più significativi. Oltre al testo di Artur Palyga verranno presentati i drammi di maestri polacchi della drammaturgia moderna: Sławomir Mrożek, Witold Gombrowicz e Stanisław Ignacy Witkiewicz. Tutti i testi sono stati scelti dall’ideatrice del progetto e regista Kamila Straszyńska che lavorerà con gli studenti dell’Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico" e verranno presentati tra giugno e settembre 2019.

     

    Al centro del sole si raccoglie la cenere è un dramma innovativo, poetico nella sua struttura e nei suoi significati. È una visione della fine del mondo in una sospensione spaziotemporale, è un racconto sull’onnipresenza della morte confrontata con la voglia di vita. Sull’assurdità del morire e l’impotenza dell’uomo nei confronti del tempo e del destino. L’incertezza ontologica dei personaggi, delle storie e ai luoghi, con riferimento al concetto barocco della vita come sogno, sono alla base della concezione filosofica dell’intero ciclo di letture.

     

    Il titolo dell’intero ciclo, In Polonia, vale a dire, da nessuna parte?  è una citazione dell’opera che ha aperto la storia del dramma moderno: Ubu Re di Alfred Jarry, in cui la Polonia è un mitico paese dell’assurdo situato oltre i confini del mondo reale. Nella letteratura europea non è il primo caso in cui la Polonia viene rappresentata come un paese remoto ed esotico. Un riferimento ad essa si trova anche nel capolavoro del barocco spagnolo, La vita è sogno di Calderón de La Barca, che racconta di uno spazio il più delle volte fittizio, dato che lì l’intera percezione ontologica della realtà viene messa in dubbio.

     

    Kamila Straszyńska scrive: La drammaturgia polacca del XX secolo si ricollega stranamente a quella tradizione che collocava l’azione in un mondo dallo status ontologico incerto. Anche se non sempre è indicato esplicitamente che quei luoghi sono la Polonia, si percepisce in sottotraccia che la sospensione spaziotemporale dei drammi è la naturale conseguenza della sospensione spaziotemporale della realtà in cui vivevano gli autori. Indubbiamente questo era il risultato della difficile esperienza di molte generazioni che avevano vissuto in un paese che formalmente non esisteva o la cui esistenza era incessantemente minacciata. Tale esperienza di marginalità e inquietudine col tempo divenne una componente dell’intera società europea, a cui sembrarono fornire una risposta il grottesco, l’ironia, l’assurdo e la visionarietà del teatro polacco. Oggi questa drammaturgia va a toccare con la stessa forza temi delicati della contemporaneità: la crisi dei valori e identitaria, il dramma esistenziale derivante dal capitalismo e dall’eccessivo consumismo, le violente rivoluzioni sociali e le terrificanti visioni del futuro. 

     

    Come una sorta di contrappunto ai classici viene presentato il testo di Artur Pałyga, tradotto in italiano per questo progetto (traduzione di Francesco Groggia), che per la sua originale costruzione e la non banale tematica si inserisce nel solco della tradizione drammaturgica polacca, dando conto del carattere postmoderno del mondo contemporaneo.

     

    Nell’ambito del progetto saranno presentati i seguenti testi teatrali: Al centro del sole si raccoglie la cenere di Artur Palyga (11 giugno Teatro Torlonia), Tango di Sławomir Mrożek  (17 giugno, Istituto Polacco di Roma), Il matrimonio di Witold Gombrowicz (settembre, Teatro Belli) e La seppia, ovvero la visione ircanica del mondo di Stanisław Ignacy Witkiewicz (17 settembre, Istituto Polacco di Roma).